L’anno 2024 ha ridistribuito le carte nel settore tecnologico. Tra l’accelerazione dell’intelligenza artificiale generativa, l’entrata in vigore di regolamenti europei e la finalizzazione di standard di sicurezza quantistica, le innovazioni non si limitano più ai laboratori di ricerca. Modificano già il funzionamento delle aziende e il modo in cui i dati circolano.
Crittografia post-quantistica: standard pubblicati già nel 2024
<pAvete già sentito parlare della minaccia che i futuri computer quantistici rappresentano per la crittografia attuale? Il problema, a lungo teorico, ha superato una soglia concreta nel 2024.
Nel agosto 2024, il NIST ha pubblicato i suoi primi standard di crittografia post-quantistica. Questi algoritmi sono progettati per resistere agli attacchi provenienti sia da computer classici che da macchine quantistiche. Per le organizzazioni, la migrazione verso questi nuovi standard diventa un cantiere prioritario, soprattutto per i dati che devono rimanere riservati per lunghi periodi.
Un’azienda che archivia cartelle cliniche o segreti industriali deve già ora identificare quali sistemi si basano su una crittografia vulnerabile. L’obiettivo non è sostituire tutto dall’oggi al domani, ma mappare i rischi e pianificare la transizione. Le notizie tecnologiche trattate su la pagina tech di Contre Informations offrono una panoramica regolare di queste evoluzioni in materia di sicurezza.

Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale: cosa cambia concretamente
L’IA generativa ha dominato le conversazioni tech nel 2023. Nel 2024, è il quadro normativo a prendere il sopravvento. Il regolamento europeo sull’IA è entrato in vigore il 1° agosto 2024, con obblighi che si applicano in fasi progressive.
Questo testo, il regolamento (UE) 2024/1689, classifica i sistemi di IA per livello di rischio. Un strumento di selezione automatica dei CV non sarà soggetto alle stesse restrizioni di un chatbot di intrattenimento. Le applicazioni considerate ad alto rischio dovranno rispettare requisiti di trasparenza, documentazione tecnica e supervisione umana.
Cosa implica per le aziende
Per una PMI che utilizza un modello di linguaggio per il suo servizio clienti, il primo passo consiste nel determinare in quale categoria di rischio rientra il suo utilizzo. Le aziende che sviluppano i propri modelli di IA dovranno fornire una documentazione dettagliata sui dati di addestramento utilizzati.
Le sanzioni previste sono proporzionali al fatturato, il che rende questo regolamento difficile da ignorare, anche per i grandi gruppi. L’approccio europeo si distingue per la sua volontà di regolare gli usi piuttosto che la tecnologia stessa.
Data Act e oggetti connessi: chi controlla i dati generati?
Il tuo smartwatch, il tuo termostato intelligente, la tua macchina utensile dotata di sensori: tutti questi dispositivi generano flussi di dati. Finora, il produttore del dispositivo manteneva spesso il controllo esclusivo su queste informazioni. Il Data Act europeo cambia le carte in tavola.
Questo regolamento prevede un quadro di accesso e condivisione dei dati generati dai prodotti connessi e dai loro servizi associati. L’utente di un oggetto connesso potrà richiedere l’accesso ai dati che questo oggetto produce, e condividerli con un fornitore terzo di sua scelta.
Un esempio significativo nella manutenzione industriale
Prendiamo un’azienda dotata di macchine connesse. Oggi, il produttore di queste macchine può imporre il proprio servizio di manutenzione, poiché solo lui ha accesso ai dati di funzionamento. Con il Data Act, l’industriale potrà trasmettere questi dati a un riparatore indipendente. La concorrenza sui servizi post-vendita ne risulta direttamente modificata.
Questa evoluzione riguarda anche i privati. Un proprietario di un’auto connessa potrebbe scegliere liberamente il proprio meccanico dandogli accesso ai dati del veicolo, invece di dipendere dalla rete del costruttore.

IA generativa nel 2024: oltre la conversazione
I modelli di linguaggio come GPT o i suoi concorrenti non si limitano più a produrre testo. Nel 2024, la tendenza dominante è l’integrazione dell’IA generativa in strumenti professionali specializzati.
La differenza rispetto al 2023 risiede nel passaggio dalla dimostrazione all’uso operativo. Le aziende non si chiedono più se l’IA generativa funzioni, ma come integrarla nei loro processi esistenti.
Le applicazioni concrete si moltiplicano:
- Generazione automatica di documentazione tecnica a partire da banche dati interne, riducendo il tempo di redazione per i team
- Analisi e sintesi di contratti legali, consentendo ai servizi legali di gestire un volume maggiore di documenti
- Creazione di prototipi visivi nel design del prodotto, accelerando le fasi di iterazione prima della produzione
La principale sfida rimane l’affidabilità. Un modello che genera un riassunto legale impreciso crea un rischio ben reale. Le aziende che implementano questi strumenti investono in strati di verifica umana, il che sfuma l’idea di un’automazione totale.
Tecnologie sostenibili e sobrietà digitale: un arbitrato permanente
L’espansione dell’IA generativa e del cloud solleva una questione raramente messa in evidenza dagli entusiasti della tecnologia: il consumo energetico. Addestrare un modello di linguaggio di grande dimensione richiede una quantità considerevole di energia. I centri di dati necessari per far funzionare questi servizi hanno un impatto ambientale misurabile.
La GreenTech, identificata tra le tendenze forti del 2024, cerca di conciliare innovazione e riduzione dell’impronta di carbonio. Le piste esplorate includono:
- Ottimizzazione degli algoritmi per ridurre la potenza di calcolo necessaria a ogni richiesta
- Raffreddamento dei centri di dati con metodi meno energivori (immersione in liquidi, recupero di calore)
- Sviluppo di modelli di IA più compatti, in grado di funzionare su dispositivi locali piuttosto che nel cloud
La sobrietà digitale non è l’opposto dell’innovazione tecnologica, ma una costrizione progettuale che si impone progressivamente. Le organizzazioni che integrano questa dimensione fin dalla fase di sviluppo prendono un vantaggio sulle future normative ambientali.
L’anno 2024 si distingue per un cambiamento: le tendenze tecnologiche non si misurano più solo in base al loro potenziale tecnico, ma anche al loro quadro giuridico e al loro costo energetico. Regolamentazione dell’IA, standard post-quantistici e condivisione dei dati connessi formano un trittico che ridefinisce le priorità delle aziende per gli anni a venire.



